Nella prospettiva a lungo termine di costruire per ognuno di noi una carriera e uno sviluppo ottimale, è inevitabile soffermarsi sul proprio ruolo come candidato durante un iter di selezione ed entrare a far parte delle aziende giuste. Sì, ma giuste per chi?

Sei in cerca di lavoro? Ecco come essere il candidato giusto per un’azienda

Premessa importante che mi sento di fare, al costo di ripetermi più volte:

Non esiste il candidato perfetto, ma quello più adatto.

Questa frase evoca immediatamente reminiscenze Darwiniane, secondo le quali, a premiare il candidato durante la selezione è la capacità di rispondere alle esigenze emerse dal contesto aziendale. Conseguenza di ciò è la possibilità di ricevere valutazioni discordanti nonostante ci si sia candidati per la stessa posizione, lo stesso identico ruolo, nell’azienda “A” piuttosto che “B”.

Ad ogni modo, sebbene sia importante filtrare i requisiti richiesti dalla posizione, mi piace concentrarmi e far focalizzare ogni possibile candidato che incontro su quanto una determinata azienda sia in linea con i propri obiettivi di carriera e di sviluppo personale.

Piuttosto che analizzare passivamente le richieste di una data realtà organizzativa e domandarsi se si è adatti all’azienda, chiedetevi quanto quella stessa realtà sia adatta a voi e come può aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi.

Questo piccolo, ma significativo cambio di prospettiva diventa determinante per trasformare la vostra ricerca di lavoro in una ricerca attiva, e allo stesso tempo modificare il vostro ruolo all’interno del mercato del lavoro da soggetto che si adegua a soggetto che plasma la propria carriera. Non esiste modo migliore per contribuire in al raggiungimento di un livello di soddisfazione lavorativa più elevato, di minor rischio sociale, e più alta motivazione ed engagement verso l’azienda.

Le domande nel processo di ricerca attiva del lavoro

Ovviamente l’attività di ricerca attiva del lavoro è strettamente connessa ad un altro concetto, a me particolarmente caro, di consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante.

La consapevolezza, per come la intendo, è un esercizio continuo, non un traguardo, né uno stato, ma un processo in divenire; essere consapevoli delle proprie aspettative, mete e desideri, ci aiuta a darci una direzione nel mondo del lavoro.

Se pensiamo, infine, che a lavoro passiamo all’incirca metà della giornata e, in definitiva, metà della nostra vita da adulti, pensare non tanto ad essere il candidato ideale, ma pensare a quale azienda sia l’ideale per noi ci aiuterà sicuramente a trovare un livello maggiore di felicità nella sfera occupazionale.

Come qualsiasi aspetto inerente alla nostra vita e alle nostre attività, per prima cosa è necessario partire da sé stessi. Prendete, dunque, carta e penna e provate a rispondere a una serie di domande su di voi:

  1. Quale tipo di filo conduttore esiste nelle attività che mi piace fare?
  2. In quale tipo di attività mi sento più a mio agio e sento di esprimere maggiormente me stesso?
  3. Nei momenti di cambiamento, cosa mi ha spinto e motivato a percorrere la nuova strada?
  4. Quale tipo di competenza meglio mi rappresenta, e perché penso che sia così?
  5. Quale identificate come vostro punto di forza? E quali lacune vorreste colmare?
  6. In che misura un determinato lavoro/azienda potrebbe rispondere ai vostri bisogni o desideri?

Queste sono solo alcune tra le domande che potrebbero aiutarvi nel processo di ricerca attiva del lavoro e che sapranno decisamente allenare la vostra auto-consapevolezza e capacità critica.

Unitamente a questa fase preliminare, è necessario sottolineare come sia complicato decidere se una data azienda/posizione sia quella giusta per noi sulla base delle informazioni che possiamo recuperare attraverso la nostra rete informale o una ricerca online.

L’importanza del colloquio di lavoro nel processo di ricerca attiva: raccogliere informazioni

Questo step (per esperienza personale, troppo spesso sottovalutato dai candidati) rappresenta in tutto e per tutto ciò che intendo per essere costruttori attivi del vostro percorso.

In questa fase viene data al candidato l’opportunità di un confronto diretto con i referenti aziendali con lo scopo di comprendere se la realtà che sta ricercando è quella che gli si sta offrendo. La ricchezza delle informazioni che potrete ottenere nel momento del confronto con l’azienda è impareggiabile e possiede una profondità tale da renderla qualitativamente superiore a qualsiasi altra testimonianza da parte di impiegati o ex-dipendenti.

Potrete comprendere ed approfondire il ruolo, le funzioni e le principali attività che sarete chiamati a svolgere, capire con quali membri del team vi confronterete e conoscere il vostro diretto responsabile (sarà molto importante per la vostra decisione l’impressione che vi farà), sapere delle criticità emerse nel corso delle attività e come vengono gestite, e molto altro; tutto questo mentre date prova di essere candidati presenti, propositivi e attivi nella relazione che si instaura durante un colloquio.

Non avere domande da porre coincide spesso a non avere reale interesse per quella posizione.

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Michele Copelli

Michele Copelli

Psicologo | Educatore | IT & Digital Recruiter | Headhunter