A cavallo tra gli anni ‘50 e ’60, tempi in cui i “computer” (e lo virgoletto per rendere la misura di quanto si discostassero da quel che oggi intendiamo con questo termine) erano mastodontici oggetti fatti di complessi meccanismi criptici, una suora passava il suo tempo tra preghiere, attività caritatevoli e…coding.

Avete letto bene. Coding.

Forse non proprio nel senso moderno del termine, comunque Suor Mary Keller programmava e alla grande.

Fu la prima persona nella storia ad ottenere un dottorato di ricerca in informatica e contribuì a sviluppare il BASIC: una religiosa atipica e una donna visionaria, perfettamente proiettata in un futuro (che oggi viviamo) in cui le tecnologie hanno un impatto notevole anche in ambito socio-culturale e in cui l’informatica è un mondo fatto anche e soprattutto di donne.

La duplice “chiamata” di Suor Mary Kenneth Keller

Nel 1913, in Ohio, nasce Mary Kenneth Keller.
Poco più che diciottenne, la giovane Mary entra a far parte della congregazione cattolica delle Suore della Carità della Beata Vergine Maria per poi prendere i voti nel 1940.
Ma la vocazione religiosa non arriva da sola all’anima dell’ormai suor Mary, che è da sempre “chiamata” dalla passione per la scienza.
Le consorelle (fatto piuttosto inconsueto per allora come oggi) le consentono di iscriversi alla DePaul University di Chicago: dopo la prima laurea, nel 1953, ottiene la specializzazione in matematica e fisica.

Santa informatica

Ma è nel pieno degli anni ’50 che la sorella inizia a dedicarsi a una disciplina avvincente e nuova, l’informatica.
Nel ‘58 ottiene un incarico presso il centro di calcolo del Dartmouth College, da sempre (ça va sans dire) accessibile esclusivamente agli uomini: possiamo solo immaginare l’iniziale diffidenza dei ricercatori del centro nell’avere come collega una donna, per giunta suora, ma senza tanti fronzoli Mary riesce a mostrare le sue indubbie e brillanti doti da programmatrice, letteralmente “asfaltando” ogni perplessità circa il suo diritto di occupare la scrivania a fianco alla loro.

Qua, assieme a John George Kemeny e Thomas Eugene Kurtz, lavora allo sviluppo del BASIC (Beginner’s All-purpose Symbolic Instruction Code), linguaggio che segna una svolta nell’evoluzione dei personal computer, consentendo a chiunque di scrivere software.

Nel ’65, a 51 anni, suor Mary è la prima donna ad ottenere un dottorato di ricerca in Informatica presso l’Università del Wisconsin-Madison e, subito dopo, diventa docente al Clarke College: istituto tutto al femminile (gestito dalle suore) dove crea uno dei primi dipartimenti di informatica degli Stati Uniti, che rimane sotto la sua direzione per quasi un ventennio.
In questi anni, si impegna a combattere attivamente le discriminazioni di genere nel mondo scientifico, sostenendo le giovani studentesse, le lavoratrici e le madri (incoraggiandole a non mollare gli studi, anche portando i loro figli a lezione).

Fede e coding non si mollano mai

Suor Mary Keller muore a 71 anni (nell’85) in una casa di cura.
Negli ultimi anni della sua vita, sebbene malata e stanca, non smette di certo di lavorare esercitando pazienza ed umiltà, virtù cristiane che accomunano la sua vita religiosa con l’amore per la programmazione (lavoro che, di pazienza ed umiltà, ne richiede in dosi massicce): munita di un Apple IIe, conclude la sua carriera organizzando un bel corso di informatica agli altri ospiti della struttura e sviluppando un utile programma per la gestione e il monitoraggio dei pasti.
L’impegno che ha profuso nel rendere accessibile e fruibile la tecnologia a quante più persone possibili è il più grande insegnamento che Suor Mary chi ha regalato: di valori, di scienza, di umanità.

Olimpia Ricci

Olimpia Ricci

IT Recruiter per passione, Logorroica per professione